Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2012 2014

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Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014,INDICE DEL PIANO. Prefazione,Introduzione,Il contesto, Gli obiettivi del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014. Superamento delle differenze territoriali, Obbligatoriet vaccinale percorso per il superamento dell obbligo vaccinale e. certificazione, Criteri e percorsi per l introduzione di nuove vaccinazioni tra le strategie di. prevenzione,Valutazione dei programmi di vaccinazione.
Calendario delle vaccinazioni attivamente offerte,Le vaccinazioni per i soggetti ad alto rischio. Le vaccinazioni per gli operatori sanitari, Indicazioni per l emanazione di atti e documenti attuativi. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014,Prefazione. Questo documento vuole costituire uno strumento tecnico di supporto operativo. all accordo tra Stato e Regioni in tema di diritto alla prevenzione di malattie per le quali. esistono vaccini efficaci e sicuri diritto che deve essere garantito a tutti i cittadini del. Paese indipendentemente dalla regione di residenza ai sensi dell articolo 32 della. Costituzione, Esso frutto di un ampia e lunga consultazione che ha coinvolto il Consiglio Superiore di. Sanit esperti dell Istituto Superiore di Sanit e della Direzione Generale della. Prevenzione Sanitaria ed stato condiviso con l Agenzia Italiana per il Farmaco e il. Coordinamento Interregionale della Prevenzione, E stata effettuata un analisi e revisione della letteratura scientifica disponibile sui vaccini.
e un approfondita consultazione della documentazione prodotta dagli organi tecnici. dell Organizzazione Mondiale della Sanit OMS e del Centro Europeo per il Controllo. delle Malattie ECDC, Necessariamente il testo non esaustivo e deve esser considerato continuamente. aggiornabile alla luce delle conoscenze di volta in volta disponibili Tuttavia esso. rappresenta una base di riferimento perch le Regioni possano garantire in modo uniforme. il diritto alla prevenzione vaccinale, Il documento non entra nel merito delle modalit organizzative dell offerta vaccinale di. competenza delle Regioni ma delinea gli schemi ottimali per un offerta di servizi vaccinali. sicuri efficaci ed efficienti,Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014. Introduzione, La vaccinazione rappresenta uno degli interventi pi efficaci e sicuri a disposizione della Sanit. Pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive Tale pratica comporta benefici non. solo per effetto diretto sui soggetti vaccinati ma anche in modo indiretto inducendo protezione ai. soggetti non vaccinati herd immunity, I vaccini hanno cambiato la storia della medicina e si sono affermati come strumento fondamentale.
per la riduzione della mortalit e morbosit modificando profondamente l epidemiologia delle. malattie infettive L impiego dello strumento vaccinale ha portato a risultati spesso clamorosi come. la scomparsa del Vaiolo dichiarato dall Organizzazione Mondiale della Sanit OMS eradicato. l 8 maggio 1980 e della Poliomielite dichiarata dall OMS eliminata nella Regione Europea dal. Giugno 2002 Tuttavia lo stato di area polio free stato messo in discussione nel 2010 per la. segnalazione di circa 500 casi confermati di poliomielite da virus selvaggio di tipo 1 verificatisi in. quattro paesi della Regione Europea dell OMS Kazakhstan Russia Tajikistan e Turkmenistan In. Italia le malattie per le quali sono state condotte vaccinazioni di massa sono pressoch eliminate. Difterite Poliomielite o ridotte ad un incidenza molto bassa Tetano Epatite B Haemophilus. influenzae tipo b per altre malattie tipiche dell infanzia si pervenuti ad una veloce e costante. diminuzione dell incidenza grazie all aumento delle coperture vaccinali Pertosse Morbillo Rosolia. Parotite Queste vaccinazioni insieme alla vaccinazione anti influenzale per i soggetti considerati. a rischio sono incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza LEA ed offerte attivamente in tutto il. Paese anche se i livelli di copertura assicurati nelle diverse realt geografiche sono eterogenei e. non tutti gli obiettivi di controllo delle malattie prevenibili sono stati raggiunti. Negli ultimi anni sono stati registrati vaccini che hanno dimostrato elevata efficacia nel prevenire. malattie infettive con un grave decorso clinico meningiti ed altre infezioni invasive da. Meningococco C e da Streptococcus pneumoniae o malattie che pur decorrendo nella maggior. parte dei casi senza complicanze hanno un elevata incidenza varicella. La riforma del Titolo V della Costituzione realizzata con Legge Costituzionale n 3 del 18 ottobre. 2001 ha modificato l assetto dei rapporti istituzionali tra Stato Regioni ed Enti Locali introducendo. un quadro di devoluzione delle competenze e delle responsabilit in materia sanitaria. Con questa riforma le Regioni hanno la responsabilit pressoch esclusiva dell organizzazione e. gestione del servizio sanitario mentre lo Stato ha la responsabilit di stabilire quali sono le. prestazioni sanitarie essenziali LEA che tutte le Regioni devono offrire ai cittadini ovunque. Nel panorama sanitario italiano l offerta di prestazioni sanitarie ed in particolare di quelli vaccinali. si configura ad oggi come un mosaico estremamente variegato Le politiche vaccinali sono. caratterizzate da forte eterogeneit territoriale con la stessa vaccinazione offerta gratuitamente a. tutti i nuovi nati in alcune Regioni e solo ad alcuni soggetti a rischio in altre o addirittura con. differenze all interno della stessa Regione per i diversi comportamenti delle singole Aziende. Sanitarie Locali, Inoltre manca spesso nei cittadini proiettati verso una cultura dell assistenza sanitaria nei confronti. della malattia la consapevolezza dell importanza dell intervento vaccinale. Contestualmente si constata uno scarso livello di informazione degli stessi professionisti sanitari. che porta ad un forte scetticismo nei confronti dell efficacia e della sicurezza di alcune vaccinazioni. e quindi ad una diffusa sotto utilizzazione Tale atteggiamento di diffidenza si manifestato. chiaramente durante la recente pandemia influenzale in cui gli stessi operatori sanitari hanno. manifestato una scarsissima adesione alle campagne di vaccinazione. Ci che va sempre tenuto come riferimento per lo Stato il dovere di garantire indistintamente la. tutela della salute a tutti i cittadini come sancito dall Art 32 della Costituzione che recita La. Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettivit e. garantisce cure gratuite agli indigenti E d obbligo quindi salvaguardare l individuo malato che. necessita di cure ma anche tutelare l individuo sano. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014,Il contesto. Le vaccinazioni in Italia furono introdotte verso la fine del 1800 sulla spinta delle esperienze. acquisite in Europa e nel nostro Paese con il vaccino contro il vaiolo e le ricerche sui batteri di. Pasteur e Koch, La prima ad essere introdotta fu appunto quella antivaiolosa resa obbligatoria dalla legge Crispi. Pagliani 1888 Nel 1939 venne resa obbligatoria la vaccinazione antidifterica entro i primi due. anni di vita, I criteri che da allora fino all inizio del XXI secolo hanno indirizzato gli interventi dell Autorit. Sanitaria sono stati a disponibilit di un vaccino efficace e sicuro b situazione epidemiologica e. rilevanza sanitaria e sociale della malattia che si intendeva prevenire. Su questa base si sono successivamente introdotte come programmi di immunizzazione. universale dei nuovi nati le vaccinazioni contro le seguenti malattie Difterite Tetano Poliomielite. Pertosse Rosolia Morbillo Parotite Epatite B Haemophilus influenzae b. Le vaccinazioni contro Difterite Tetano Poliomielite ed Epatite B sono state introdotte come. obbligatorie e l obbligatoriet permane tuttora, In questa evoluzione un azione importante stata svolta dal Governo centrale nel periodo 2000.
2005 con una combinazione di misure finanziarie da parte del Ministero dell Economia e sanitarie. da parte del Ministero della Salute culminate con il varo del Piano Nazionale della Prevenzione. attiva 2004 2006 quello del Piano della Prevenzione 2005 2007 e del Piano Nazionale Vaccini. Per quanto attiene l ambito specifico delle malattie prevenibili con i vaccini va ricordato anche il. Piano Nazionale per l Eliminazione del Morbillo e della Rosolia congenita PNEMoRc approvato. come Accordo Stato Regioni nel 2003 e il suo aggiornamento approvato come Intesa Stato. Regioni il 23 marzo 2011 che prevede entro il 2015 l eliminazione del Morbillo endemico. incidenza inferiore a un caso per milione di popolazione l eliminazione della Rosolia endemica. incidenza inferiore a un caso per milione di popolazione e la riduzione dell incidenza della Rosolia. congenita a meno di un caso per 100 000 nati vivi, Da un punto di vista istituzionale l anno 2001 segna un momento storico per il nostro Paese con. l approvazione con referendum confermativo della modifica del Titolo V della Costituzione ed il. conferimento alle Regioni di poteri molto pi forti del passato in una serie di settori in primis la. E per questo che per quanto concerne la prevenzione assumono grande rilevanza i seguenti atti. programmatici e legislativi intervenuti tra Stato e Regioni. Accordo di Cernobbio 2004,Piano Prevenzione Attiva 2004 2006. Intesa Stato Regioni del marzo 2005,Piano Nazionale Prevenzione 2005 2007. Piano Nazionale Vaccinazioni 2005 2007,Piano Nazionale della Prevenzione 2010 2012. Per quanto concerne il primo atto l accordo sulle linee di intervento necessarie per garantire. servizi sanitari in modo efficiente e soddisfacente ai cittadini impegnava Stato e Regioni ad. attivarsi concretamente per la prevenzione attiva relativamente a rischio cardiovascolare. complicanze del diabete screening oncologici vaccinazioni. Nell accordo la prevenzione attiva veniva definita come un insieme articolato di interventi offerti. attivamente alla popolazione generale o a gruppi a rischio nei confronti di malattie di rilevanza. sociale con un coinvolgimento integrato dei vari soggetti del Servizio Sanitario Nazionale. impegnati nelle attivit di prevenzione primaria e secondaria. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014, Rispetto ai tradizionali interventi di prevenzione si puntava non sull obbligatoriet e sul controllo.
ma sulla promozione ed adesione consapevole da parte del cittadino e sul coinvolgimento di tutte. le strutture sanitarie e articolazioni organizzative delle aziende del Servizio Sanitario Nazionale. pur con diversi livelli di responsabilit ed operativit a partire dai Dipartimenti di Prevenzione ma. anche con il coinvolgimento di medici di medicina generale strutture ospedaliere e specialistiche e. servizi socio sanitari, Le aree di intervento inserite nel Piano della Prevenzione venivano individuate in base ad un. duplice criterio, 1 Il rapporto costo efficacia favorevole anche nel medio periodo. 2 la semplice identificabilit di una popolazione bersaglio o di un problema di salute. bersaglio rispetto ai quali poter chiamare alla comune mobilitazione le diverse componenti. strutturali e professionali del Servizio Sanitario Nazionale. Con l Intesa Stato Regioni del 23 marzo 2005 avente per oggetto il finanziamento del Piano. Nazionale di Prevenzione attiva il Ministero della Salute e le Regioni convennero poi di vincolare. alla sua realizzazione l utilizzo del 20 delle risorse finalizzate per gli obiettivi di Piano Sanitario. Nazionale per un importo annuo di circa 240 milioni di euro con un ulteriore cofinanziamento per. un importo annuo di 200 milioni in modo da consolidare un finanziamento triennale complessivo. rilevante come mai prima si era verificato, Per la certificazione di verifica degli adempimenti interveniva un nuovo organismo il Centro. Nazionale per il Controllo delle malattie CCM istituito con la Legge n 138 del 26 maggio 2004. Interventi urgenti per fronteggiare situazioni di pericolo per la salute pubblica e avente tra i suoi. compiti istituzionali il coordinamento con le Regioni dei Piani di sorveglianza e di prevenzione. attiva e la promozione aggiornamento e formazione funzionali all attuazione dei programmi. annuali per i quadri nazionali e regionali, Nel frattempo il percorso di innovazione culturale avviato con l esperienza del Piano Nazionale. Prevenzione 2005 07 in termini di modalit di programmazione regionale e di governance del. sistema sta proseguendo in una forma pi matura e radicata con il Piano Nazionale della. Prevenzione 2010 2012 Intesa Stato Regioni del 29 aprile 2010 in cui gli ambiti di intervento si. sono ulteriormente ampliati interessando anche argomenti solo marginalmente affrontati nel. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014, Gli obiettivi per la Prevenzione delle malattie suscettibili di vaccinazione sono indicati dal Piano.
Nazionale della Prevenzione 2010 2012 che ha in proposito integrato tra i suoi obiettivi generali. fondamentali interventi che riguardano il mantenimento delle coperture vaccinali per le malattie. per le quali posto l obiettivo dell eliminazione o del significativo contenimento il miglioramento. delle coperture vaccinali nei soggetti ad alto rischio la definizione di strategie vaccinali per i nuovi. vaccini l informatizzazione delle anagrafici vaccinali il potenziamento della sorveglianza. epidemiologica e del monitoraggio delle coperture vaccinali l implementazione della sorveglianza. laboratoristica per la tipizzazione degli agenti c. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012 2014 3 Prefazione Questo documento vuole costituire uno strumento tecnico di supporto operativo

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